Noise from earth Music is communication, not competition.

Aristotle on music

 

The philosopher Aristotle 2500 years ago he asked, speaking of music: it is formative for the character of the children or is a pleasure that makes them soft and weak and diverts them from true moral virtues?

It is certainly not easy to determine what power music holds, nor for what purpose it is convenient to give to it.
You can certainly think that music promotes somehow virtue, because, like gymnastics gives a certain quality to the body, so too the music is able to give a certain quality to the character and promotes intellectual recreation and culture of the spirit. “

Some songs, for example, make the enthusiastic souls and the enthusiasm of the soul is a moral feeling. Besides all, listening sounds, are cast into the corresponding mood.
Moreover, in the rhythms and songs are representations, very close to reality, of meekness, of courage, of firmness, but also of all their opposites (and this is given by the experience, because when we listen to them we feel a transformation in the soul).
This does not happen with other objects of sensation, in which there is no imitation of moral qualities, such as the objects of touch and taste.
and ‘clearly, then, that music can exert some influence on the nature of the soul and so you have to educate young people to it. It appears that there is some relationship between the musical modes and rhythms, so many wise men say that the soul is harmony, which contains more harmony. “

It is important that young people not only hear, but also engage the art, and because only those who have mastered an art can be a good judge, is to keep them busy, such as when you give a rattle for children because it does not break anything in the house . In the same way, education is a rattle for young adults.
But we must not that the practice of art is transformed into professional education (and we mean professional education that has targeted competitions), because in this way the student does not practice the art in view of its own excellence, but in view of the pleasure of the audience, and this pleasure is coarse, so that we do not consider running their own free men, but rather stuff for a fee.
from Hence it follows that the performers become ignoble people, because their purpose is low and because viewers, being coarse, tend to turn to music and not to let themselves be transformed by it. “

Then Aristotle distinguishes various types of melody, the melody ethics, enthusiastic melody and the melody of action. Only ethical melody for him serves to education. It says:

For the purposes of education must use ethical melodies and musical modes. Ethics is the Dorian mode, while the Phrygian inspires enthusiasm and passion. Everyone agrees that the Dorian mode, being very serious, it has more of all a manly character. “

Then after he says that the Lydian mode “has order and education.”

it is very modern, if you think that the time, had a very different music concept. The music was often associated or religious celebrations or theatrical performances or poetry, in fact, “guitar” comes from the greek “kitara”, or the harp, with which the poets were accompanied while reciting poems or poems (like the Odyssey to speak ).
but there were already public competitions, for example, between the flute players (though Aristotle snubs because playing the flute is “orgiastic”, as it was believed to be the rock ‘n’ roll in the ’50s, and because it makes ugly, since the cheeks swell).

Pietro Terzi

 

ARISTOTELE SULLA MUSICA

Il filosofo Aristotele 2500 anni fa si è chiesto, parlando della musica: ma è formativa per il carattere dei bambini o è un piacere che li rende molli e deboli e li distoglie dalle vere virtù morali?

“Non è certo facile determinare quale potenza la musica possieda, nè per quale fine sia conveniente darsi ad essa.

Si può certo pensare che la musica promuova in qualche modo la virtù, perché, come la ginnastica dà al corpo una certa qualità, così anche la musica è in grado di dare una certa qualità al carattere e favorisce la ricreazione intellettuale e la cultura dello spirito.”

“Certi canti, ad esempio, rendono le anime entusiastiche e l’entusiasmo è un sentimento morale dell’anima. Inoltre tutti, ascoltando suoni, sono gettati nello stato d’animo corrispondente.

Inoltre, nei ritmi e nei canti vi sono rappresentazioni, molto vicine alla realtà, di mitezza, di coraggio, di fermezza, ma anche di tutti i loro opposti (e questo è dato dall’esperienza, perché quando li ascoltiamo sentiamo una trasformazione nell’anima).

Questo non succede con gli altri oggetti di sensazione, in cui non c’è imitazione di qualità morali, ad esempio negli oggetti del tatto e del gusto.

E’ chiaro dunque che la musica può esercitare un qualche influsso sul carattere dell’anima e che quindi bisogna educare i giovani ad essa. Pare infatti che ci sia una certa parentela tra i modi musicali e i ritmi, sicché molti sapienti dicono che l’anima è armonia, altri che contiene armonia.”

“è importante che i giovani non solo ascoltino, ma pratichino anche l’arte, sia perché solo chi padroneggia un’arte può essere un bravo giudice, sia per tenerli occupati, come quando si dà un sonaglio ai bambini perché non rompano niente in casa. Nello stesso modo, l’educazione è un sonaglio per i giovani più grandi.

Non bisogna però che la pratica dell’arte si trasformi in un’educazione professionale (e per professionale intendiamo l’educazione che ha di mira le competizioni), perché in questo modo l’allievo non pratica l’arte in vista della sua propria eccellenza, bensì in vista del piacere degli ascoltatori, e questo piacere è grossolano, per cui tale esecuzione non la riteniamo propria di uomini liberi, ma piuttosto roba a pagamento.

Da qui segue che gli esecutori diventano persone ignobili, perché è basso il loro scopo e perché gli spettatori, essendo grossolani, tendono a trasformare la musica e non a lasciarsi trasformare da essa.”

Poi Aristotele distingue vari tipi di melodia, la melodia etica, la melodia entusiastica e la melodia d’azione. Solo la melodia etica per lui serve all’educazione. E dice:

“Ai fini dell’educazione bisogna usare melodie e modi musicali etici. Etico è il modo dorico, mentre quello frigio suscita entusiasmo e passione. Tutti sono d’accordo che il modo dorico, essendo molto grave, ha più di tutti un carattere virile.”

Poi dopo dice che il modo lidio “possiede ordine ed educazione”.

è modernissimo, se si pensa che ai tempi, avevano un concetto di musica molto diverso. La musica era spesso associata o alle celebrazioni religiose o alle rappresentazioni teatrali o alla poesia, infatti “chitarra” deriva dal greco “kitara”, ovvero la cetra, con cui i poeti si accompagnavano mentre recitavano poesie o poemi (come l’Odissea per intenderci).

Però c’erano già le competizioni pubbliche, ad esempio tra i flautisti (che però Aristotele snobba perché suonare il flauto è “orgiastico”, come era ritenuto il rock ‘n’ roll negli anni ‘50, e perché abbruttisce, siccome le guance si gonfiano).

Pietro Terzi