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Buena Vista Social Club

Buena Vista Social Club is a 1999 documentary film directed by Wim Wenders about the music of Cuba. It is named for a danzón that became the title piece of the album Buena Vista Social Club. The film is an international co-production of Germany, the United States, the United Kingdom, France, and Cuba. The film documents how Ry Cooder, long-time friend of Wenders, brought together the ensemble of legendary Cuban musicians to record an album (also called Buena Vista Social Club) and to perform two times with a full line-up: in April 1998 in Amsterdam (two nights) and the 1st of July 1998 in the United States (at the Carnegie Hall, New York City). Although they are geographically close, travel between Cuba and the United States is restricted due to the political tension between the two countries, so many of the artists were travelling there for the first time. The film shows their reactions to this experience, as well as including footage of the resultant sell-out concert. It also includes interviews with each of the main performers.
(From Wikipedia, the free encyclopedia)

 

l musicista Ry Cooder, invitato da Wenders, va alla scoperta dei musicisti del Buena Vista Social Club di Havana. I talenti che ospitava, erano (e sono) enormi, ma sconosciuti (fino a questo film) al grande pubblico. Wenders, col suo stile rigoroso, reale-espressionista (appunto, è solo suo) racconta la loro storia, lunga, misera e magnifica. I personaggi sono: Ibrahim Ferrer, cantante, Ruben Gonzalez, chitarrista, Manuel “Puntillita” Licea, pianista, Omara Portuondo, l’Edith Piaf cubana, Manuel Galban, chitarrista. E altri. Tutti oltre gli ottanta, qualcuno oltre i novanta. Il regime di Castro, inibendo loro il resto del mondo, li ha costretti a una vita povera anche se non infelice: lo dicono continuamente “la fortuna di essere cubano”. E comunque, per il successo nel mondo c’è voluto Wenders, che ama queste iniziative, basti ricordare i Madredeus, diventati internazionali grazie a Lisbon Story. Nella loro tournée americana i cubani guardano le vetrine della Quinta strada e non riconoscono le effigi di Kennedy e della Monroe. E tutti raccontano, di quegli anni lontani, del Club in cui si esibivano, loro, leggende tornate viventi. E naturalmente Wenders non ignora L’Havana, la povertà, i colori, le vecchie Cadillac rimaste lì dai tempi di Batista, gli alberghi lussuosi rovinati dal vento e dal mare e lasciati a marcire, le prostitute, i mendicanti, i bambini che rincorrono i turisti. Il film comincia col grande concerto di New York del gruppo, e ricordo dopo ricordo ritorna al concerto. Da allora i musicisti, vitali, eterni, girano i teatri del mondo e vendono milioni di dischi. Un grande film, il miglior Wenders.

(Pino Farinotti  www.mymovies.it)